L’OPPOSIZIONE…IN POLITICA…SECONDA PARTE…

CERCASI OPPOSIZIONE SERIA

L’opposizione e’ importante quanto la maggioranza. Serve ad incanalare il dissenso e a fare funzionare le Istituzioni. Il dovere dell’opposizione consiste nel contestare, a ragion veduta, le scelte che non condivide, appoggiando quelle che crede essere coerenti con gli interessi dei cittadini.

L’opposizione deve produrre idee e programmi per il futuro, incarnando l’alternativa sempre possibile. Cio’ serve a chi governa per non sedersi sugli allori, per non sfuggire ai problemi, spingendo l’esecutivo ad agire per mostrarsi sempre migliore di chi si candida a sostituirlo.

Non serve a niente, e fa anche pena, un’opposizione che spera solo di distruggere la persona del leader vincente. Quando cambia una maggioranza, cambia anche l’opposizione e si spera sempre che cambi anche il metodo dell’opposizione. Le attribuzioni di responsabilità politica che non vengono trasformate in informazioni, utili alla collettività per comprendere i problemi, non costituiscono legittimo e intelligente esercizio del diritto-dovere di opposizione.

La demonizzazione dell’avversario politico, l’emarginazione personale, non sono espressioni di legittimo contrasto tra esponenti politici. Il mestiere dell’opposizione si sostanzia in esercizio critico e propositivo, in attività di denuncia delle iniziative partigiane della maggioranza, in impegno tendente a migliorare, tramite sollecitazioni anche forti, l’attività di governo.

L’impegno dell’opposizione e’ espressione di democrazia e fa parte della logica dell’alternanza, costituendo lo stimolo che evita l’appiattimento, la collusione, il deterioramento della politica. L’opposizione e’ lo specchio dei cittadini e deve esprimere il suo dissenso, se serve, nei confronti del potere costituito nelle Istituzioni, per ricordare agli esponenti politici dimentichi che il potere viene concesso ed esercitato in virtu’ del mandato elettorale, allo scopo di gratificare diritti ed interessi della collettività.

Questo vale per tutti i tipi di governo, da quello dello Stato centrale, a quello del paese più piccolo. L’Obiettivo dell’opposizione non deve essere quello di far cadere la maggioranza, ma farla funzionare al meglio, salvo cercare di provocarne la caduta quando le circostanze oggettivamente denunciano incapacità o indifferenza all’interesse pubblico.

E’ certo che l’uomo qualunque, nel suo intimo, condivide e coltiva attese di buon governo anche nell’esercizio dell’opposizione. E’ proprio l’alternativa il cuore di una vera opposizione: per costruirla, le forze politiche della minoranza dovrebbero dedicarsi con urgenza a cercare di comprendere quali siano le domande profonde che vengono dagli elettori.

Poi, dall’opposizione, dovrebbero dimostrare all’opinione pubblica che a quelle domande la maggioranza sta rispondendo in modo inadeguato e suggerire proposte migliori. Ancora, dovrebbero mettersi ” in ascolto ” della società per cogliere in anticipo i problemi nuovi che stanno emergendo ed elaborare soluzioni credibili; infine, dovrebbero impegnarsi a selezionare una nuova classe dirigente affidabile e attraente per gli elettori.

AAA OPPOSIZIONE

Per amministrare bene occorrono competenza, impegno e tempo. Per fare una buona opposizione occorrono altrettanta competenza, altrettanto impegno, ma molto più tempo. Chi siede sui banchi di minoranza sconta infatti tre handicap fisiologici: l’inferiorità numerica, la difficolta’ di accesso ai dati, la possibilità di controllare le scelte della maggioranza solo dopo che sono state prese, riavvolgendo per cosi dire il nastro.

Ne consegue la necessita’ di un impegno gravoso su più fronti, che non di rado finisce per essere dispersivo e tradursi in una opposizione poco incisiva, con soddisfazione della maggioranza che vede le contestazioni concentrarsi sulle pagliuzze mentre le travi passano indisturbate.

Ai cittadini non viene certo offerto un buon servizio.

In un paese come l’Italia, dove non c’e’ l’abitudine ad essere rigorosi prima di tutto con se stessi, lasciare mano libera a chi ricopre un ruolo di responsabilità, significa quasi sempre andare incontro a brutte sorprese. Domandiamoci allora come mai soprattutto nei Comuni medio-piccoli, dove la buona amministrazione deriva non tanto dalle ideologie, quanto da una spesa oculata, da una valorizzazione delle risorse (anche umane) e da una buona pianificazione urbanistica, i rappresentanti delle opposizioni non uniscano i loro talenti e condividano il lavoro cosi che ogni provvedimento della maggioranza trovi chi lo scandagli alla luce di una specifica competenza.

I risultati dovrebbero poi essere resi pubblici, offrendo a tutti la massima informazione, e quindi lasciati all’elaborazione e al giudizio politico di ciascun gruppo secondo le proprie idee di riferimento. In tal modo il ” conoscere per deliberare ” evolverebbe nel ” conoscere di più per deliberare meglio “. Potrebbero essere messi a disposizione dei cittadini in rete, dei veri e propri dossier sulle questioni in discussione e ogni delibera troverebbe una contestualizzazione e una lettura alternativa a quella proposta dalla maggioranza.

Per quante obiezioni possano venire dai ” puristi ” della politica, siamo convinti che la vita della comunità ne trarrebbe giovamento e la partecipazione alle vicende della cosa pubblica aumenterebbe.

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