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E QUI COMANDO IO…E QUESTA E’ CASA MIA…

L’Osservatore dairaghese apre questo post con la definizione del significato di: “PREGIUDIZIALE”.

PREGIUDIZIALE: Di quanto esige assoluta priorità di considerazione o di risoluzione nel corso di uno o più procedimenti concatenati.

IN DIRITTO: Questione pregiudiziale, eccezione processuale che deve essere affrontata dal giudice prima di esaminare il merito della causa.

NEL LINGUAGGIO POLITICO: Condizione che si considera necessaria per lo svolgimento di un programma o per l’assunzione di un impegno.

Tutto nasce dalla presentazione di una Mozione protocollata in data 15 Novembre 2022 n. 10430 da parte del Gruppo di Minoranza “Scelgo Dairago” avente come oggetto: “Blocco dell’avvio dell’area B nel Comune di Milano e richiesta d’intervento”.

A questo punto cosa pensa di fare la Maggioranza Rolfi?

Presenta al protocollo lo stesso giorno con n. 10431 una Mozione avente come oggetto: “Richiesta interventi relativi al provvedimento Area B del Comune di Milano”.

Le due Mozioni identiche per contenuto ma con la differenza che la Mozione del Gruppo di Minoranza “Scelgo Dairago” è stata protocollata prima, vengono portate contemporaneamente in Consiglio Comunale martedì 29 Novembre 2022 per la discussione.

Quindi durante la seduta consigliare, prima della trattazione dei punti inseriti nell’ordine del giorno, il Gruppo di Minoranza “Scelgo Dairago”, pone una QUESTIONE PREGIUDIZIALE, in quanto la Mozione della Maggioranza Rolfi riporta lo stesso argomento di quella presentata tempo prima via PEC dal Gruppo di Minoranza “Scelgo Dairago”.

Veniva anche ricordato alla Maggioranza che la MOZIONE è un “Istituto a contenuto non specificato” e presentandola permette l’introduzione a un dibattito tra Maggioranza e Minoranza a differenza di Interrogazioni e Interpellanze che hanno meramente scopi conoscitivi.

Il Gruppo di Minoranza “Scelgo Dairago” puntualizza all’Amministrazione Rolfi come riportato con parere del Ministro degli Interni-Dipartimento Affari Interni e Territoriali e dalla Sentenza n. 1022/2004 del TAR Puglia-Prima Sezione di Lecce, che la Mozione viene considerata un potere a TUTELA delle MINORANZE, in quanto i componenti della Maggioranza, per la trattazione di un determinato argomento, hanno la possibilità di utilizzare una serie di strumenti a loro completa disposizione (vedi Giunta e altro).

Detto questo il Gruppo di Minoranza “Scelgo Dairago” considera la Mozione della Maggioranza una prevaricazione sulla Mozione della Minoranza. Per questo motivo viene chiesto dalla Minoranza al primo consigliere di Maggioranza firmatario, il ritiro della Mozione. Ma al posto del primo consigliere firmatario di Maggiornza che sicuramente non avrebbe saputo rispondere per quanto riguarda la trattazione della motivazione del non ritiro (perchè la Maggioranza come volevasi dimostrare non ha ritirato la Mozione) della Mozione è stata trattata dal Sindaco e dal Vicesindaco nemmeno firmatari del documento.

Ora all’Osservatore Dairaghese viene il dubbio che la Mozione della Maggioranza sia stata scritta dai consiglieri firmatari sotto dettatura.

Vista la situazione venutasi a creare (era evidente che sarebbe stato così) il Gruppo di Minoranza “Scelgo Dairago” è stato costretto a ritirare la propria Mozione.

AVETE CAPITO BENE???

A parere dell’Osservatore Dairaghese (e non solo) una Maggioranza che afferma di essere trasparente, collaborativa, dialogante e partecipativa, avrebbe dovuto ritirare la propria Mozione e discusso la Mozione della Minoranza.

Ma non era questo purtroppo lo scopo della Maggioranza, ma quello di oscurare la Minoranza per rimanere sola con la propria Mozione per poterla approvare senza trovare intoppi o compromessi con il Gruppo di Minoranza “SCELGO DAIRAGO”.

Ancora una volta la Maggioranza Rolfi ha voluto dimostrare come si interpreta la Democrazia e il livello di considerazione nei confronti delle Minoranze e dei cittadini che esse rappresentano.

Altra considerazione: il Gruppo di Maggioranza è composto da Assessori interni ed esterni, nominati dal Sindaco e da consiglieri appartenenti allo stesso gruppo politico del Sindaco Rolfi. Ricordiamo che il Sindaco Rolfi essendo Dairago parte della città Metropolitana, si siede ai tavoli con il Sindaco di Milano e in varie occasioni si sarà certamente discusso già di Area B…

Sarebbe il caso che il Sidaco Rolfi si ricordasse che non basta dirsi democratici, nel senso di piddini, per essere veramente democratici.

E’ veramente inaccettabile che la Maggioranza usi strumenti della Minoranza per portare in discussione degli argomenti.

L’Osservatore Dairaghese è convinto che il comportamento della Maggioranza sia frutto di una scarsa preparazione, che la obbliga a barricarsi dietro la maleducazione, il silenzio e la chiusura totale al dialogo nei confronti di chiunque.

Lasciamo a voi le considerazioni del caso…

DAIRAGO…SULL’ORLO DEL BURRONE…

Alcuni cittadini dairaghesi assistendo alla seduta del Consiglio comunale di lunedì 14 Novembre 2022, sono rimasti meravigliati dalla poca considerazione e stima che l’Amministrazione Rolfi riserva ai propri cittadini. Questo comportamento per L’Osservatore Dairaghese non è una novità, visto che lo sottolinea da sei anni.

Fa meraviglia che ci se ne accorga solo ora.

Facciamo presente che oltre a non considerare i cittadini anche le minoranze per il Sindaco Rolfi sono indifferenti. Nessuno viene coinvolto dall’Amminstrazione Rolfi. Il potere decisionale, tutti i provvedimenti, tutte le discussioni, sono tenute nel recinto della Maggioranza, come se all’esterno ci fosse il deserto o degli emeriti imbecilli che non meritano nessuna considerazione. Questo tipo di potere detenuto da un gruppo ristretto tendenzialmente chiuso, omogeneo e stabile che lo esercita nel proprio interesse ha un solo nome: “OLIGARCHIA”.

Ecco alcuni esempi di quello che accade a Dairago:

  • La Consulta Sportiva dopo un anno di Amministrazione non ancora costituita. La motivazione dell’Amministrazione Rolfi: NON SERVE. L’Osservatore Dairaghese fa notare al Sindaco Rolfi che se vuole eliminarla visto che la Consulta Sportiva ha un Regolamento approvato in Consiglio comunale deve portare la discussione proprio in Consiglio e abrogare la Consulta.
  • La Commissione Cultura non esiste più.
  • Il polo sportivo dimenticato comprese le Convenzioni scadute da anni.
  • Regolamento della Casa delle Associazioni inaugurata nel 2016: NON PERVENUTO.
  • PGT (Piano Governo Territorio) scaduto da oltre un anno: NON SE NE PARLA.
  • Illuminazione pubblica: UN PO’ SI E UN PO’ NO da molti mesi.
  • La Consulta Giovani archiviata. La motivazione del Sindaco Rolfi che l’aveva fortemente voluta: NON SERVE PIU’.
  • Le fontane del paese in completo abbandono.
  • Il Parco delle Roggie: Convenzione del Plis con i Comuni di Dairago, Arconate e Magnago scaduta da 2 anni.
  • Piano del Diritto allo Studio: NON PERVENUTO.
  • Inaugurazione della nuova sede ANPI: I Capigruppo di minoranza vengono tacitati dallo stesso Presidente dell’ANPI forse per ordine dall’alto.
  • Scuola Materna: pensate che l’ultimo incontro tra l’Amministrazione Rolfi e il Presidente della scuola materna risale a Giugno 2022. Convenzione scaduta e Commissione Paritetica non pervenuta.
  • Dairago non ha nessuna struttura accreditata per il bonus nidi gratis Regione Lombardia nonostante abbia un asilo nido comunale.
  • Associazione Proloco con una situazione societaria poco chiara e convenzione scaduta.
  • Associazione APAD: Convenzione scaduta.
  • In tutta questa situazione catastrofica per la Maggioranza che ci governa ma soprattutto per i cittadini, è notizia di questi giorni che un Assessore nonchè Capogruppo di Maggioranza rassegna le dimissioni per motivi poco chiari. Poi un giornale riporta che il neo Assessore e la neo Consigliera eletti durante la seduta del Consiglio comunale di lunedi 14 Novembre 2022 incontreranno subito i giovani. Qualcosa non quadra perchè la riunione con i giovani si era tenuta il 12 Novembre 2022.

Dopo tutto ciò non possiamo stare tranquilli con una situazione amministrativa così grave. Se fossi nel Sindaco Rolfi prima che succeda l’irreparabile rassegnerei le dimissioni. Ormai è stato appurato che fare il Sindaco non è un mestiere facile e per farlo si devono avere le capacità.

Solo chi ha rivotato questa Amministrazione non aveva capito che tutto sarebbe franato portando il paese in una situazione di non ritorno.

DAIRAGO…IL PAESE DEI BAMBINI E DELLE MERAVIGLIE…

L’osservatore Dairaghese pubblica oggi un documento dell’Amministrazione comunale riguardante la Scuola Materna, che non ha bisogno di commenti.

Ricordiamo solo che “Civica Dairago” sbandierava in campagna elettorale la famosa “Città dei Bambini” che ad oggi dopo circa 6 anni di Amministrazione non è nemmeno il “Paese dei Bambini” e forse se continua così si trasformerà in: “Bambini in un altro Paese”

LA COMPETENZA AD APPROVARE IL PIANO PER IL DIRITTO ALLO STUDIO DOPO L’ABROGAZIONE DELLA L.R. 31/1980…

L’Osservatore Dairaghese vuole parlare del “Piano per il Diritto allo Studio” che in questi ultimi giorni è l’argomento più sentito tra i cittadini dairaghesi e gli organi amministrativi comunali. Per quasi quarant’anni gli amministratori hanno approvato nei propri consigli comunali il “Piano per il Diritto allo Studio”. E’ uno strumento di programmazione particolarmente importante che consente di raccogliere in un unico documento tutti gli impegni assunti dall’ente locale nei confronti degli istituti scolastici del proprio territorio, attraverso cui è possibile approvare nel mese di luglio interventi che andranno a pesare sul successivo esercizio di bilancio.

Succede che l’Amministrazione Rolfi, quando siamo giunti quasi alla fine di novembre non ha ancora inserito nell’agenda dei lavori la discussione di questo importante documento. In risposta alla interrogazione presentata in Consiglio comunale dalle minoranze sull’argomento, l’amministrazione Rolfi risponde che: essendo stata abrogata la normativa che lo prevedeva, non è obbligatorio nè deve seguire una tempistica stabilita. L’Assessore di competenza ha effettuato più incontri con il dirigente scolastico e con le docenti responsabili dei plessi e da nessuno sono stati sottolineati disagi. Prova ne è che i servizi scolastici sono tutti avviati regolarmente, sono stati acquistati e posizionati arredi per la scuola primaria, alcuni progetti integrativi alla didattica sono già iniziati ed altri inizieranno a breve.

Riportiamo di seguito l’intervento dell’avvocato Fabrizio Bosio riguardo l’argomento che stiamo trattando:

“La legge di Semplificazione 2017 di Regione Lombardia (la L.R. n. 15/2017) ha aperto uno scenario di incertezza, disponendo l’abrogazione della precedente normativa che costituiva il fondamento dei piani per il diritto allo studio (la L.R. n. 31/1980) senza dare ulteriori indicazioni. Ciò ha determinato poca chiarezza negli amministratori e nei funzionari di comuni lombardi in ordine alle modalità con cui si sarebbe dovuto procedere sia all’approvazione formale dei piani che alla loro redazione materiale. E’ evidente quanto questo strumento sia irrinunciabile: la programmazione delle scuole si sviluppa durante il periodo estivo e gli stessi servizi scolastici vengono definiti nelle tariffe e nelle modalità di esecuzione ben prima che possa essere approvato il bilancio previsionale. Molti dei costi di competenza dei comuni e legati all’attuazione al diritto allo studio ricadono infatti sull’esercizio di bilancio successivo a quello in cui si avvia l’anno scolastico e la loro definizione in tempi più tardi e senza l’organicità che li ha connaturati in questi anni rappresenterebbe sicuramente un grande disagio per famiglie e istituti scolastici. Basta pensare al servizio mensa le cui tariffe sono stabilite prima dell’anno scolastico, ma che ricadono in gran parte sull’esercizio di bilancio successivo (in particolare sui mesi che vanno da gennaio a giugno)

In particolare molti amministratori si chiedevano se la competenza ad approvare i piani con l’abrogazione della L.R. 31/1980 fosse da considerarsi ancora in capo al Consiglio comunale o se fosse trasferita alla Giunta comunale.

Ritengo che esistano una serie di elementi che sostengano in modo più efficace la prima tesi, quella secondo cui l’atto formale di adozione del piano non possa essere che una delibera di Consiglio.

In prima istanza va ricordato che Regione Lombardia ha trasmesso in data 21.11.2018 una nota (prot. E1.2018.0534582) inviata ad ANCI Lombardia e sottoscritta da dirigente Paolo Diana. In tale documento si stabilisce che: “Alla luce di tale normativa ogni Comune può dotarsi, nella propria autonomia, di uno strumento di programmazione degli interventi per l’esercizio del diritto allo studio, come avveniva già in vigenza della citata L.R. n. 41/1980, con l’unica precisazione che non sussiste più l’obbligo di trasmettere detto piano alla Regione”.

Da parte di Regione Lombardia quindi – specificato il venir meno di ogni obbligo di trasmissione – non viene data una indicazione precisa di quale sia l’organo competente a esaminare e approvare il piano. Non solo, si riconosce ai comuni la facoltà (e non più il dovere) di predisporre uno strumento di programmazione della cui indubbia utilità si ha già avuto modo di parlare. Nonostante l’apparente mancanza di una indicazione chiara, la circolare indirizzata ad ANCI contiene un’informazione preziosa, cioè quella secondo cui gli interventi sostitutivi di quanto previsto dalla L.R. n. 31/1980 sono “STRUMENTI PROGRAMMATORI”.

Ciò risulta significativo perchè se è vero che il Testo Unico degli Enti Locali stabilisce che ogni atto non espressamente demandato al Consiglio debba ritenersi di competenza della Giunta comunale (apparentemente avvallando la tesi che sia quest’organo a doversi occupare del Piano per il Diritto allo Studio), è altrettanto vero che l’art. 42 da due indicazioni dirimenti.

(i) La prima è contenuta nella lettera b) secondo cui al Consiglio è riconosciuta competenza sui: “programmi, relazioni previsionali e programmatiche, piani finanziari, programmi triennali e elenco annuale dei lavori pubblici, bilanci annuali e pluriennali e relative variazioni, rendiconto, piani territoriali ed urbanistici, programmi annuali e pluriennali per la loro attuazione, eventuali deroghe ad essi, pareri da rendere per dette materie”. Essendo il Piano per il Diritto allo Studio per definizione – lo dice la stessa circolare regionale – uno strumento di programmazione spettante a questa assemblea la sua approvazione.

(ii) In secondo luogo viene ulteriormente specificato alla lettera i) che la competenza del Consiglio è relativa anche a spese che impegnino il Comune per gli esercizi successivi, come gli interventi e i servizi che vengono erogati in attuazione al Piano per il Diritto allo Studio.

Alla luce di questo quadro normativo ritengo che sia indiscutibile la competenza del Consiglio comunale ad esaminare e approvare il Piano per il Diritto allo Studio, non mancando di aggiungere delle note che – benchè non legate ad argomentazioni di natura giuridica – ritengo comune rilevanti da considerare in un contesto come quello degli enti locali.

. La prima è il coinvolgimento. Un percorso consiliare per forza di cose implica un maggiore coinvolgimento tanto della maggioranza quanto della minoranza che ha l’opportunità di poter intervenire nel processo decisionale e contribuire con il proprio punto di vista in modo ben maggiore della possibilità che avrebbe con un atto di Giunta.

. La seconda considerazione riguarda la rilevanza di questo tema in una Comunità. Credo che al netto dell’argomentazione in punta di diritto e dell’opportunità di un coinvolgimento del Consiglio nel suo complesso, offrire l’opportunità di un dibattito pubblico sul rapporto tra Amministrazione Locale e mondo della Scuola sia fondamentale. Un settore così strategico deve essere sottoposto all’attenzione della stampa, dei cittadini interessati e più in generale della Società che deve (o quantomeno dovrebbe) interessarsi in modo importante di quali sono le risorse e i servizi messi a disposizione delle famiglie e dei giovani.

In definitiva ritengo che siano evidenti le ragioni giuridiche, organizzative e politiche che nel quadro normativo determinato dall’abrogazione della L.R. n. 31/1980 sanciscano la competenza del Consiglio comunale a esaminare e approvare il Piano per il Diritto allo Studio o gli strumenti programmatori che lo sostituiscano.

L’Osservatore Dairaghese si rende conto che l’articolo è un pò lungo, ma pensiamo di avere fatto chiarezza. Il comportamento di una Amministrazione comunale come quella dairaghese che continua con questa chiusura nei confronti dei cittadini e delle minoranze che siedono in Consiglio comunale è definibile come “Oligarchico”, un potere detenuto da un gruppo ristretto tendenzialmente chiuso, omogeneo e stabile, che lo esercita nel proprio interesse.

CHIUSO PER MANCANZA…DI SCUSE…

L’Osservatore Dairaghese ha atteso prima di scrivere questo articolo che l’Amministrazione Rolfi riflettendo su quanto accaduto publicasse un comunicato di scuse, invece…

Il giorno 19 Ottobre 2022 alle ore 21.00 si doveva tenere una seduta della Commissione Regolamento del Consiglio Comunale, presso la sala consigliare del Municipio. Essendo la seduta aperta al pubblico, alcuni cittadini dairaghesi, all’ora stabilita, si sono recati presso il Comune, ma con somma sorpresa e delusione si sono trovati davanti la porta sbarrata perchè la riunione era stata rinviata per ragioni di salute di alcuni componenti di Maggioranza. L’Amministrazione Rolfi si era premurata giustamente di avvertire via Mail i componenti di Minoranza, “Dimenticandosi” (per non pensare male) di collocare davanti al portone del Municipio per tutti i cittadini l’avviso di rinvio della seduta a data da destinarsi.

Questo per sottolineare e evidenziare (se ancora non fosse chiaro), la sensibilità, il rispetto e la trasparenza che dimostra il Sindaco Rolfi nei confronti dei propri cittadini.

E’ passato un anno dalle elezioni comunali e tutto tace. Passano i giorni e l’Amministrazione Rolfi non da segni di vita. Sindaco, Assessori e Consiglieri, scaldano le proprie sedie mentre il programma presentato agli elettori in campagna elettorale, giace nei cassetti delle loro scrivanie. Ogni tanto viene fatta girare per il paese qualche notizia come quella di qualche giorno fa, quando il Sindaco ha comunicato in Consiglio Comunale che serve lo sport a scuola, dimenticando che esiste da anni a Dairago grazie alla Consulta Sportiva che ora il Sindaco Rolfi vuole smantellare perchè a suo parere ormai è un organo inutile.

L’Osservatore Dairaghese consiglia l’Amministrazione Rolfi di darsi delle priorità e almeno su quelle lavorare perchè il tempo passa velocemente e il paese è sempre più abbandonato a se stesso, sempre più sporco e in disordine, sempre più al buio, sempre più silenzioso poichè anche i cittadini che non hanno rivotato il Sindaco Rolfi si sono rassegnati a questo malgoverno e a questa immobilità.

Il paese caro Sindaco invece di progredire e mettersi al passo con i tempi è diventato un paese dormitorio dove non c’è vita sociale. Si svegli Sindaco Rolfi perchè Dairago non è di sua proprietà o di chi l’ha rivotata, ma di tutti i cittadini dairaghesi. Coinvolga nelle scelte e decisioni anche l’opposizione pur nel rispetto della diversità di opinioni. Al primo posto nella sua agenda non ci deve essere solo la sua visione politica ma soprattutto gli interessi e il bene dei suoi cittadini.

CHIUSI NEL PROPRIO PALAZZO SENZA ASCOLTARE NESSUNO NON SI CAMBIA IL PAESE...

REGOLAMENTI COMUNALI? CARTA STRACCIA…

Articolo 7 TUEL REGOLAMENTI: “Nel rispetto dei principi fissati dalla legge e dallo statuto, il Comune adotta Regolamenti nelle materie di propria competenza ed in particolare per l’organizzazione e il funzionamento delle Istituzioni e degli Organismi di partecipazione, per il funzionamento degli organi e degli uffici per l’esercizio delle funzioni. Sono quindi tracciati i limiti e l’ambito d’applicazione.

L’Osservatore Dairaghese introduce questo articolo del TUEL per farci riflettere su quanto andiamo ad esporre qui di seguito:

A) Nel Consiglio comunale di giovedì 6 Ottobre 2022 è stata presentata una Interpellanza dal Gruppo Consigliare di Minoranza “Uniamo Dairago” riguardante “ampliamento colombari” presso il cimitero di Dairago.

Il Sindaco Rolfi risponde che in questo momento abbiamo una disponibilità di 13 loculi e che per predisporre l’ampliamento deve essere operativo il “Regolamento Cimiteriale” scaduto a Maggio 2022. Si sta individuando un tecnico per redigere il nuovo “Regolamento Cimiteriale”.

Avete capito bene, dal mese di Maggio l’Amministrazione dairaghese è ancora alla ricerca di un tecnico per redigere il nuovo Regolamento. Ma dove sono andati a cercarlo il tecnico? Forse dall’altra parte del mondo…??? Roba da paese del terzo mondo!!!

L’Osservatore Dairaghese si chiede: quando i 13 loculi saranno tutti occupati cosa ne faremo dei nostri defunti?

B) Nel Consiglio comunale di giovedì 6 Ottobre 2022 è stata presentata una Interpellanza dal Gruppo Consigliare di Minoranza “Uniamo Dairago” riguardante “Consulta Sportiva”

La Consulta Sportiva è nata a Dairago negli anni ’90 con lo scopo di permettere la collaborazione tra le Associazioni sportive dairaghesi e l’Amministrazione comunale per valorizzare le varie discipline sportive presenti sul territorio. Fu la Consulta Sportiva che ebbe l’idea 15 anni fa circa di inserire nelle varie discipline didattiche lo “Sport a Scuola” che ebbe un grande successo. La Consulta Sportiva è regolata da un Regolamento approvato in Consiglio Comunale, che è a tutt’oggi operativo.

In risposta alla Interpellanza il Sindaco Rolfi afferma che per quanto la riguarda l’esperienza della Consulta Sportiva è da considerarsi conclusa perché non proponeva niente! Inoltre afferma di voler convocare singolarmente le Associazioni Sportive perché è nata la necessità di portare lo sport a scuola.

Qualche mese fa alla stessa richiesta di chiarimenti riguardo la Consulta Sportiva da parte dei Gruppi di Minoranza la risposta del Sindaco era stata che avrebbe voluto indire un censimento delle Associazioni sportive dairaghesi.

Riportiamo di seguito gli articoli del Regolamento della Consulta Sportiva interessati all’argomento che stiamo trattando:

Articolo 3: ” ORGANI DELLA CONSULTA SPORTIVA” del Regolamento della Consulta Sportiva recita:

“La Consulta Sportiva ratificata dalla Giunta Comunale, su indicazione delle Associazioni Sportive, dura in carica sino a fine mandato dell’Amministrazione comunale e comunque sino alla nomina della nuova Consulta”

Articolo 8: “COMPETENZE DEL PRESIDENTE” del Regolamento della Consulta Sportiva recita:

Il Presidente rappresenta la Consulta Sportiva in tutte le sedi, forma l’ordine del giorno, convoca e presiede le riunioni dell’Assemblea; nel suo operato si mantiene in costante collegamento con il Sindaco o suo delegato, prepara l’agenda annuale e redige la relazione annuale su attività, programmi e iniziative svolte durante l’anno dalla Consulta.”

Articolo 13: “MODIFICHE DEL REGOLAMENTO” del Regolamento della Consulta Sportiva recita:

“Ogni variazione o modifica del presente Regolamento potrà avere luogo solo con apposita deliberazione di Consiglio comunale”.

Abbiamo riportato questi 3 articoli del Regolamento della Consulta Sportiva per dimostrare ai cittadini che il Sindaco non conosce un Regolamento che fa parte a pieno titolo dei documenti ufficiali dell’Amministrazione comunale.

Da questo comportamento del Sindaco possiamo affermare che il Primo Cittadino non ha le idee ben chiare sul da farsi riguardo questo argomento, dimostra di non conoscere il Regolamento della Consulta Sportiva, dimostra di non sapere che lo sport a scuola esiste già a Dairago da almeno 15 anni, ma cosa ancora più grave è il mancato rispetto del Regolamento da parte del Sindaco.

C) Nel Consiglio comunale di giovedì 6 Ottobre 2022 è stata presentata una Interrogazione dal Gruppo Consigliare di Minoranza “Scelgo Dairago” riguardante ” Regolamento casa delle associazioni”

Dalle risposte del Sindaco Rolfi si evince che se un soggetto volesse utilizzare un locale della casa delle associazioni non è dato sapere a chi rivolgersi. Alla richiesta del regolamento viene affermato dal Sindaco che esiste già quello ministeriale.

L’Osservatore Dairaghese fa presente al Sindaco che il regolamento a cui fa riferimento, puntualizza solo le linee e le finalità generali su come gestire un immobile sequestrato alla mafia. Il Sindaco Rolfi non ha capito che il Regolamento comunale di cui si fa richiesta, dovrebbe contenere le linee che disciplinano l’utilizzo dell’immobile e la concessione in uso ai soggetti richiedenti e operanti nel nostro territorio comunale. Inoltre il dato di fatto è che in questo momento senza un Regolamento, alcune Associazioni poco presenti sul territorio, ma che sono considerate intoccabili da parte dell’amministrazione comunale hanno locali in uso esclusivo.

D) Nel Consiglio comunale di giovedì 6 Ottobre 2022 è stata presentata una Interrogazione dal Gruppo Consigliare di Minoranza “Scelgo Dairago” riguardante “Consulta giovanile”

La risposta del Sindaco Rolfi è stata che i giovani non sono più interessati ad una Consulta giovani permanente, ma sono propensi a riunioni solo in caso di necessità.

L’Osservatore Dairaghese deve pensare allora che la creazione della Consulta giovani durante la scorsa consiliatura è stato solo un mezzo per “racattare” i voti dei giovani?

Per chiudere questo lungo post l’Osservatore Dairaghese può affermare in sostanza che l’Amministrazione Rolfi, come non era mai avvenuto prima, agisce come se l’Istituzione fosse un soggetto privato di cui disporre a piacimento per favorire i “propri” e danneggiare “gli altri”

In chiusura vogliamo sempre ringraziare tutti quelli che non amando il proprio paese hanno rivotato questa disastrosa Amministrazione.

GRAZIE DI TUTTO!!!