C’era una volta nella provincia di Milano, una piccola contea (un pò decadente) soprannominata “Il paese dei murales”. Il potere era nelle mani di un manipolo denominato “Civica Dairago” che facevano il bello e il cattivo tempo.

Avevano conquistato il Municipio promettendo in campagna elettorale mari e monti, consumando litri e litri di caffè.

Avrebbero dato un nuovo volto al paese dei murales, ma preso possesso del palazzo (sostituendo persino le chiavi), il superbo programma si sciolse come neve al sole. Il nervosismo anche dei cittadini, cominciò a serpeggiare tra le file e i prodi conquistatori alzarono il ponte levatoio, si arroccarono e cominciarono a “sputare” veleno e non solo su chi li aveva preceduti.
Passarono 3 anni di sofferenza ed agonia fino alla pubblicazione di un proclama su un giornale locale, dove un coraggioso vassallo di maggioranza, cercando di truccare cotanto fallimento, gonfiando il petto,

