RIFLESSIONI…DI GENNAIO…

Lungi dall’Osservatore Dairaghese la presunzione di fare riferimenti ai grandi della storia per concedersi un po’ di spazio… e tempo… e provare a riflettere quanto queste due dimensioni possano essere talmente elastiche da rendere tanto lontane e tanto terribilmente vicine, attuali e incombenti, realtà ormai apparentemente distanti anni luce le une dalle altre.

Uno scritto attualissimo: ha 2.300 anni

“Quando un popolo, divorato dalla sete di libertà, si trova ad avere a capo dei coppieri che gliene versano quanto ne vuole fino ad ubriacarlo, accade allora che, se i governanti resistono alle richieste dei sempre più esigenti sudditi, sono dichiarati tiranni. E avviene pure che chi si dimostra disciplinato nei confronti dei superiori e’ definito un uomo senza carattere, servo; che il padre impaurito finisce per trattare il figlio come suo pari, e non e’ più rispettato; che il maestro non osa rimproverare gli scolari e costoro si fanno beffe di lui; che i giovani pretendono di avere gli stessi diritti e le stesse considerazioni dei vecchi; e questi, per non parere troppo severi, danno ragione ai giovani. In questo clima di libertà, nel nome della medesima, non vi e’ più riguardo ne’ rispetto per nessuno. In mezzo a tale licenza, nasce e si sviluppa una mala pianta: la tirannia”.

                                                                                   Platone

 

“Qualora un giudice esamini un caso, raggiunga una decisione e presenti il suo giudizio per iscritto; qualora poi appaia un errore nella sua decisione e ciò dipenda da sua colpa, paghi allora dodici volte la multa da lui stabilita nel caso e sia pubblicamente rimosso dal posto di giudice, ne’ mai più vi sieda per rendere giustizia”. 

                                                                                 Dal Codice di Hammurabi

 

“Quello che più mi ha sorpreso negli uomini dell’Occidente e’ che spesso perdono la salute per fare i soldi, e poi perdono i soldi per recuperare la salute. E che pensano cosi tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente, cosi che non riescono a vivere ne’ il presente ne’ il futuro. Vivono come se non dovessero morire mai, e muoiono come se non avessero mai vissuto”.

                                                                                 Gyatso Tenzin (Dalai Lama)

“MEDITATE GENTE…MEDITATE” come diceva un noto personaggio televisivo!!!

 

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