CAMPAGNA ELETTORALE…COME TI CALPESTO LA PRIVACY…

RISPETTO DELLA PRIVACY

L’Osservatore Dairaghese avrebbe preferito di gran lunga parlare solo di cose fatte e da fare, piuttosto che delle piccole miserie di una campagna elettorale di un piccolo paese come Dairago.

Dove può arrivare l’aberrazione di un essere umano che per una manciata di voti, invia a destra e a manca i cartellini con le foto di bambini che negli ultimi 20 anni (quelli trovati), hanno giocato a calcio nell’Associazione sportiva dove questo “Signore” ricopriva la carica di segretario, mascherando questa ignobile azione come un innocuo dono in ricordo della suddetta Associazione ormai chiusa.

Perché questo “Signore” è in possesso di documenti sensibili riguardanti anche molti minorenni, che al contrario dovrebbero essere inseriti negli archivi dell’Associazione sportiva? Perché questi documenti sensibili non sono stati ancora distrutti dopo un certo periodo di tempo come prevede la legge?

Ma secondo voi è legale utilizzare i numeri e i dati sensibili contenuti negli schedari di una Associazione sportiva per fini elettorali?

Facciamo chiarezza anche per quelle persone che ritengono normale ma soprattutto legale il comportamento di questo “Signore”:

RISPETTO DEI DATI PERSONALI

La sentenza n.2129 del 27 maggio 1975 afferma che: ” Costituisce lesione della privacy la divulgazione di immagini o avvenimenti non direttamente rilevanti per l’opinione pubblica, anche quando tale divulgazione venga effettuata con mezzi leciti e per fini non esclusivamente speculativi “

La legge sulla privacy, contrariamente a quanto si possa credere, non si applica solamente alle grandi imprese oppure ai professionisti, ma A TUTTI COLORO CHE SONO DESTINATARI DI INFORMAZIONI RISERVATE.

CODICE DELLA PRIVACY: cosa sono i dati personali?

RISPETTO DELLE REGOLE EUROPEE

Secondo la legge, sono dati personali tutte le informazioni relative a una persona fisica, identificata o identificabile, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, compreso un numero di identificazione personale. Il GDPR (nuovo regolamento europeo sulla privacy) non ha apportato modifiche sostanziali a questa definizione, in quanto anche per il nuovo regolamento europeo per dato personale deve intendersi “qualsiasi informazione riguardante una persona fisica identificata o identificabile; si considera identificabile la persona fisica che può essere identificata, direttamente o indirettamente, con particolare riferimento a un identificativo come il nome, un numero di identificazione, dati relativi all’ubicazione, un identificativo online o a uno o più elementi caratteristici della sua identità fisica, fisiologica, genetica, psichica, economica, culturale o sociale”.

Informazione personale, quindi è qualsiasi elemento idoneo a identificare una persona fisica: si pensi ad una foto, al codice fiscale, all’indirizzo di residenza, all’indirizzo email, ecc. Il soggetto cui si riferiscono i dati è definito “Interessato”.

DIVULGARE LE NOTIZIE DI QUALCUNO: COSA SI RISCHIA?

Spiegato cosa debba intendersi per informazioni personali, vediamo cosa si rischia a divulgare le notizie di qualcuno. Diciamo subito che le sanzioni per chi parla troppo sono di due tipi: civili e penali. Ebbene si: per chi utilizza illecitamente i dati personali di altre persone è previsto anche il carcere. Va inoltre precisato che dette sanzioni sono destinate non solo a imprese o società che trattano in massa dati personali di clienti o consumatori, MA A TUTTI, cioè a ogni persona fisica o giuridica che viene a conoscenza delle informazioni personali di altra persona.

DIVULGARE NOTIZIE: E’ ILLECITO CIVILE?

Per prima cosa chi divulga le notizie di qualcuno rischia di dover risarcire i danni. In poche parole, qualsiasi danno arrecato ad altri a causa della diffusione delle sue informazioni personali va risarcito da colui che è responsabile del pregiudizio stesso. Perché si incorra in responsabilità non è nemmeno necessario che sia fatto esplicitamente il nome della persona i cui dati vengono divulgati. L’eventuale divulgazione del segreto diventa, ovviamente ancora più grave quando la persona che diffonde il messaggio è tenuta, in virtù della propria professione o carica, a rispettare il riserbo di terzi.

La differenza tra privacy e protezione dei dati personali è basata su due concetti diversi, provenienti da culture differenti. Mentre la privacy è stata costruita come un dispositivo “escludente” ovvero come strumento per allontanare lo sguardo indesiderato, la protezione dei dati personali mette al centro la persona in riferimento ai sui dati perché questi costituiscono una identità.

CONCLUSIONE:

Oggi, molti continuano a sostenere che la differenza tra privacy e protezione dei dati personali non ha più senso. In realtà, il senso c’è ed è correlato alle nostre radici storiche.

L’Osservatore Dairaghese consiglia a questo “Signore” di chiedere scusa e ritirarsi dalla campagna elettorale per assumersi le proprie responsabilità.

Chi vuole approfondire maggiormente legga quello che pubblichiamo di seguito:

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